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Scarabaeidae
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Gli mwbascarabeidi (mwbqScarabaeidae mwbgLatreille, 1802) sono una mwbwfamiglia dell'mwcaordine dei mwcqColeotteri comprendente più di mwcg20 000 mwcwspeciecite-ref-bouchard2011-1-0[1], di cui oltre 300 presenti in mweaEuropa e 200 in mweqItalia.

Contents

Adulto
Larva
Note

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Morfologia

Adulto

Gli Scarabeidi sono caratterizzati dal possedere mwhaantenne lamellate non genicolate (come i mwhqLucanidi), né arrotolabili (come i mwhgPassalidi).
Tali antenne sono costituite da un funicolo con una clava di 3-7 articoli mobili e lamelliformi. Talora queste lamelle possono essere molto lunghe e vengono dette flabellate. Quando l'insetto è inattivo, esse sono tenute racchiuse a forma di clava o a palla, ma vengono dispiegate a ventaglio quando l'insetto entra in attività. Queste mwiaantenne consentono agli scarabeidi un senso dell'olfatto acutissimo.
Gli scarabeidi possiedono un corpo relativamente robusto e forte. Le loro dimensioni variano da pochi millimetri a 15 e più centimetri (mwigDynastinae, mwiwGoliathini). Appartiene a questa famiglia il mwjacoleottero più lungo finora conosciuto, lo mwjqmwjgScarabeo Ercole.
Alcuni gruppi (mwkaCoprini e Onthophagini, molti mwkgDynastinae, mwkwCetoniinae e mwlaGoliathini) sono caratterizzate dal possedere sul capo o sul torace corna molto sviluppate e prominenti, spesso utilizzate per le lotte durante la conquista di una compagna.
Le tibie sono spesso dentate e munite di un solo sperone apicale. Talvolta (mwlgMelolonthinae) solo le tibie anteriori delle femmine sono dentate, mentre quelle dei maschi sono lisce.
La formula tarsale è 5-5-5, ma talvolta i tarsi anteriori sono ridotti o scomparsi (mwmamwmqScarabaeus, mwmgOnitis).
L'addome presenta l'ultimo urotegite (VIII) e talora anche il precedente ispessiti a costituire un 'pigidio' e un 'prepigidio' spesso non ricoperti dalle mwnqelitre.
In molte specie è frequente il dimorfismo sessuale, che si manifesta attraverso un ventaglio delle antenne più lungo (mwnwMelolonthinae), corna e appendici cefaliche e/o toraciche (mwoaDynastinae, mwoqCoprini, Onthophagini), zampe più allungate (mwowEuchirini) o di forma differente (mwpaMelolonthinae).

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Larva

Le larve posseggono una caratteristica forma che per analogia viene detta "melolontoide": sono bianche o giallo paglierino, col corpo molle e sempre ricurvo a forma di Ca. Vivono la prima parte del ciclo evolutivo nel sottosuolo, al riparo dal sole. Alcune specie si cibano delle radici dei prati e delle piante ornamentali, altre di legno morto ed altre ancora di materia organica in decomposizione.

Biologia

Agli Scarabeidi appartengono specie dalle variegate abitudini comportamentali: molte sono notturne, ma non mancano specie diurne. Alcune preferiscono nascondersi sotto i sassi o nelle tane scavate nel sottosuolo, altre volano di fiore in fiore o di albero in albero.

Le specie appartenenti a questa famiglia sono prevalentemente mwtqcoprofaghe (come gli mwtgScarabaeus) o mwtwfitofaghe (come i mwuamwuqMelolontha, volgarmente chiamati "maggiolini").

Alcune specie sono di notevole utilità ecologica, soprattutto quelle coprofaghe, perché contribuiscono alla decomposizione delle carogne, alla fertilizzazione del suolo e all'attivazione del mwuwciclo dell'azoto.

Le specie fitofaghe, come i cosiddetti maggiolini, si nutrono invece di radici, mwvqtuberi o steli di piante minacciando spesso le coltivazioni e le piantagioni.

La presenza delle forti coxa è infatti riconducibile alla loro attività scavatoria nel suolo o nello sterco, così come all'abilità (quasi esclusivamente degli mwvwScarabaeus) di trasportare materiale fecale per interrarlo e deporre le uova.

La maggioranza degli Scarabeidi depone infatti le uova nel sottosuolo nei pressi di accumuli di sterco o materiale organico in decomposizione; o talvolta nel materiale fecale stesso. Interessante è la specie mwwqmwwgCopris lunaris che non abbandona le uova deposte ma le accudisce finché le larve non si allontanano dalle gallerie.

Tassonomia

La mwxqtassonomia degli Scarabeidi è stata oggetto di molti studi che sono arrivati a delle conclusioni comuni (ma non ancora definitive) solo alla fine del secolo scorso. Una piccola parte di studiosi continua a vedere gli Scarabeidi come un insieme di sottofamiglie a cui farebbero capo mwxgtaxon come i Trogidae e i mwyaGeotrupidae, oggi invece inseriti come famiglie al pari degli stessi Scarabeidi nella più grande superfamiglia degli Scarabeoidi. Tutt'oggi rimane incerta la natura filogenetica della famiglia dei Geotrupidi (Howden inserì in questo taxon Bolboceratinae, Geotrupinae e Taurocerastinae). Dibattuta è pure la posizione dei Glaphyridae, un tempo considerati una superfamiglia a parte (Hinton, mwzq1967).

Una recente revisione (Bouchard 2011) riconosce le seguenti mwzwsottofamiglie viventi:cite-ref-bouchard2011-1-1[1]

• Chironinae mwbwBlanchard, 1845
• Aegialiinae mwcgLaporte, 1840
• Eremazinae mwdqIablokoff-Khnzorian, 1977
• mwdwAphodiinae mweaLeach, 1815
• Aulonocneminae mwewJanssens, 1946
• Termitotroginae mwfgWasmann, 1918
• mwgaScarabaeinae mwgqLatreille, 1802
• Dynamopodinae mwhaArrow, 1911
• Phaenomeridinae mwhwErichson, 1847
• Orphninae mwigErichson, 1847
• Allidiostomatinae mwjqArrow, 1940
• Aclopinae mwkaBlanchard, 1850
• mwkgMelolonthinae mwkwLeach, 1819
• mwlqRutelinae mwlgMacLeay, 1819
• mwmaDynastinae mwmqMacLeay, 1819
• mwmwCetoniinae mwnaLeach, 1815

Alcune specie

Note

cite-note-bouchard2011-11. mwas8(mwatamwateEN) Bouchard P. et al, mwatimwatmFamily-group names in Coleoptera (Insecta), in mwatqZooKeys, vol.mwatu 88, 2011, pp.mwaty 1-972, mwatcDOI:mwatg10.3897/zookeys.88.807. mwatkURL consultato il 10 luglio 2019.

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Collegamenti esterni

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